lunedì, 09 novembre 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
Sono sempre stata convinta di avere un'ottima visione d'insieme. E, tutto sommato, ce l'ho. La capacità di vedere un tutto solo con un'occhiata grandangolare. Di coglierne un senso così, in generale.
Tempo fa, però, ho fissato un dettaglio, un particolare. Lo sguardo è rimasto affascinato dall'eleganza, dalla dolcezza del soggetto e del movimento. Incantevole e ipnotico. Ho puntato il prolungamento dell'occhio e click. È nata quella fotografia.
Senza volerlo, poi, ho allargato il campo. Quel piccolo particolare ha trovato una collocazione, un contesto, un contorno.. via via sempre più grande e definito, una profondità di campo forte come una vertigine, svolazzante vuoto d'aria allo stomaco.
Bello. E molto. Click. Un'altra fotografia. Un paesaggio che toglie il respiro, fa girare la testa, riempie di stupore e meraviglia. E scopro che di dettagli piacevolmente destabilizzanti ce ne sono molti, in quel fotogramma.
Ma. C'è qualcosa che non va. L'occhio scopre qualcosa. Un particolare che non è un piccolo particolare. Stride nel tutto. Un'altra vertigine, un altro vuoto d'aria. E un altro click. Per cancellare quella fotografia venuta male.
Permalink *
commenti (8)
venerdì, 06 novembre 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
Potresti essere tentato di trasformare la tua casa in un accogliente ventre materno ed esplorare i misteri del dolce far niente in pigiama. Francamente, non mi sembra una cattiva idea. Dopo i rischi che hai corso per tendere la mano agli altri, dopo la fatica che hai fatto per costruire ponti nella tormenta, dopo le schermaglie che hai affrontato nella guerra dei pettegolezzi, hai tutto il diritto di ritirarti e lasciare che la parte più casalinga di te ritrovi le sue vibrazioni. Perciò ti dico: fa tutto con grande tranquillità e coltiva il piacere profondo di occuparti di te stesso.
Brezsny sbircia nella mia agenda!
Resta, in ogni caso,una delle intenzioni primarie quella di "Dovunque vai, lancia una crociata per aumentare il livello di benessere."
E preparare una torta di zucca.
Permalink *
commenti (5)
martedì, 03 novembre 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
.. stamattina, con ancora quel profumo tra i capelli - che a volte succede qualcosa di dolce e fatale - , ho aperto la finestra e c'era la neve.. come svegliarsi e trovare la neve. Ma solo una spruzzatina, sulla cima del monte, verso ovest.. e pochi metri più sotto tutte le sfumature dei colori dell'autunno. Perchè, sì, l'autunno è appena arrivato. E sarebbe bello viverlo bene, viverlo tutto, senza che il gelo dell'inverno se lo porti via subito, in pochi giorni. Come una volta, quando di stagioni ce n'erano quattro.
E questo autunno mi piace immaginarlo sorridente di stupore, caldo di crema alla zucca, accogliente nell'abbraccio di una coperta, colorato del canto delle foglie sotto le scarpe, rosso di vino buono, con gli occhi scuri.
Ma l'autunno, si sa, è anche Foddstock. È Ferrara invasa dalle scampanellate dei ciclisti etilici. È la nebbia che non c'è se non c'è qualcuno. È la musica, la sfiga, la gioia, sorrisi e abbracci di persone vive, reali, presenti. E l'immancabile gara delle torte. Per quanto mi riguarda, i biscotti della sfiga si fanno così:
225 g. di farina
130 g. di zucchero
175 g. di burro
1 tuorlo
40 g. di cacao amaro
zenzero e/o cannella e/o peperoncino in polvere.. insomma, aromatizzate come preferite
Setacciare la farina, il cacao e gli aromi e mescolarli allo zucchero. Unire il burro ammorbidito e il tuorlo. Impastare velocemente amalgamando bene gli ingredienti. Formare dei salsicciotti spessi circa un dito indice, tagliandoli della lunghezza di 15-20cm. I salsicciotti vanno arrotolati in verticale, formando una specie di turbante. Lasciare riposare in frigo per un'ora, poi cuocere a 180° per 15 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare e infine, decorare a piacere. Io c'ho messo gli occhietti di marzapane e frutti canditi.. voi, liberate la fantasia!
Permalink *
commenti (4)
martedì, 20 ottobre 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
I primi sintomi si sono presentati domenica, mentre lasciavo la pianura. Ma le cause, ne sono certa!, risalgono già alla scorsa settimana.
Inizia così, in sordina, con un senso di calore e un lieve pizzicore nel punto preciso in cui, qualche ora dopo si manifesterà in tutta la sua virulenza. E arriva la spossatezza, la pelle si secca, le labbra, rigonfie, si screpolano. Ti verrebbe da morderle di continuo per l’ansia, il dolore e il prurito. Ti guardi allo specchio e vedi le prime vescicole, il liquido, limpido come le lacrime di un bimbo, che tenta di fuoriuscirne. E ti senti nervoso, in ansia, come quando aspetti qualcosa che tarda ad arrivare.. un treno, una telefonata, una lettera, un abbraccio, un incontro. Cause ed effetti della stessa malattia. Del dannatissimo herpes.
Stamattina, mentre cospargevo le pustole di cremina antivirale, ripensavo agli herpes del passato. Me lo ricordo benissimo.. c’erano gli herpes anche negli anni ottanta. Ero stressata anche a sette anni!! Le cause forse le ho scordate.. se escludiamo i dispetti di quella peste della mia sorellina dueenne. Ma le conseguenze, oh! Quelle non posso scordarle..
Mi cospargevano di cremina antivirale, lanciandomi poi nel colosseo della scuola elementare, esposta alle pubbliche derisioni dei compagnucci immuni alla sensibilità. Hai la bocca marcia! Putrida! Hai la muffa! Hai. La. Muffa. E non venitemi a dire che queste non sono situazioni che generano ansia e stress.. stress ricorsivo, generatore e rigeneratore di virus Herpes simplex. Causa ed effetto della stessa malattia.
Ho la muffa anche stamattina, la bocca marcia. Nel colosseo del mondo del lavoratore dipendente, però, i compagnucci di ventura hanno altro a cui pensare. È finita l’era delle pubbliche derisioni. Ora mi derido da sola. Perché, per certi versi, sono davvero ridicoli i motivi per cui esce l’herpes. Ed io ci casco ogni volta. Ma resterò lo stesso qui, a fare la muffa ancora un pochetto, aspettando quel treno.
Permalink *
commenti (10)
venerdì, 09 ottobre 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
Cambia password. Prendi una strada diversa per tornare a casa. Fai una domanda che non hai mai fatto. Inventati un nuovo soprannome. Scegli un nuovo numero fortunato. Rendi più difficile etichettarti. Assaggia qualcosa che non hai mai mangiato. Scopri perché una delle tue opinioni potrebbe essere sbagliata. Aggiungi un altro gesto al rituale con cui ti prendi cura del tuo corpo. Riscopri una persona al cui fascino sei diventato insensibile. Sorprenditi almeno una volta al giorno.
Una bella lista di suggerimenti per l'anno nuovo appena iniziato. E bravo Brezsny.
01. fatto!
02. in bici!
03. uhm..
04. no, dai.. questo no. Detesto i soprannomi!
05. 42.
06. ancora di più?!?
07. avrei giusto giusto un ristorantino da sperimentare..
08. Io ho sempre ragione!!
09. una nuova ballistica Lush? Yeah!
10. .. e riscopriamo..
11. .. sorprendiamoci.. sorprendetemi!
Oroscopi a parte, ci stavo pensando giusto qualche giorno fa, mentre, senza stanchezza, sfrecciavo verso la pianura. Pensavo all'estensione degli immensi spazi aperti dell'altopiano andino lasciato poche settimane fa.. pensavo al vento forte, capace di offuscare lo sguardo alzando nuvole di polvere, ma capace anche di spazzare via cumuli di nubi lasciando il cielo terso.. pensavo che questo mio autunno inizia proprio così.. senza ostacoli o barriere, senza filtri di amarezze, senza la zavorra di aspettative esagerate. Con la leggerezza di un aquilone, la dolcezza di una carezza sulla guancia, dannatamente curiosa, osservando tutto ciò che possa comparire alla vista, annusando ogni angolo, lasciandomi sorprendere ogni giorno.
Sì, l'energia del viaggio vibra ancora. E questo autunno sarà, per me, una passeggiata sull'altopiano.
Permalink *
commenti