giovedì, 25 giugno 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
Si stava ragionando su dove arrivare
l'orizzonte sembrava come sempre una grande occasione per partire
che poi senti come suona bene "partire"
tutto il resto poteva sparire o quantomeno spostarsi per lasciarli passare..
.. ed ogni volta che preparo lo zaino, mi torna in mente una conversazione di un po’ di tempo fa.. se non riconrdo male è andata più o meno così:
Fran: domani parto..
Mr.G.: parti?!?
Fran: parto per V.
Mr.G.: parti per V.?????
Fran: sì
Mr.G.: oh! ma non vale!
Fran: eh
Mr.G.: parti proprio che parti? Del tipo che a un certo punto non sarai più in Italia?
Fran: Ma domenica pomeriggio sarò di nuovo in Italia, giuro! E ti assicuro che sarò sempre e comunque reperibile! .. Mica vado dall'altra parte dell'oceano, stavolta!
Mr.G.: ma come! Non osare essere reperibile fino a domenica! Sarebbe un grave delitto da parte tua
Fran: ...
Mr.G.: Se parti, allora parti. Se non parti, allora sei reperibile. Sono inconciliabili le due cose.
Allora ero d’accordo solo in parte. Mi stuzzicava l’idea che qualcuno potesse raggiungermi anche mentre stavo fuori, avesse voglia di sentirmi, sentisse la mia mancanza, cose così.
Ora, invece, sono decisamente d’accordo.
Parto. Sparisco per qualche giorno. Senza telefono, senza internet, senza le solite reti sociali. Vado a scrollarmi la lebbra della mediocrità quotidiana che si accumula durante l’anno. Vado a ripulire i pori, riossigenare il cervello, far lucidare gli occhi. Per poter poi respirare meglio, ragionare meglio, vedere meglio.
Me ne vado su un’isola.. ci saranno il sole, il mare, il profumo dei cedri, l’olio d’oliva, resti di antiche civiltà. Strade da camminare e gente da incontrare. Storie da ascoltare e immagini da fissare.
Matilda è pronta a fare un nuovo giro di valzer. Domani si parte.
Voi, che non volete seguirmi, se volete, restate ad aspettarmi. Magari torno.
Io, seguirò il filo dell’augurio che m’ha fatto Arianna: “Vai, divertiti, goditela e fa’ del bene.”.
.. tutto intorno un principio d'estate
e un bel vento a favore per non rallentare..
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venerdì, 19 giugno 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
Il cosmo ti autorizza (anzi, ti incoraggia) ad avere una vita spericolata nei prossimi 28 giorni. L’importante è che tu segua alcune indicazioni.
1) Non essere spericolato solo per fare colpo: fallo perché ti va, altrimenti lascia perdere.
2) Non lamentarti e non preoccuparti, ma goditela!
3) Non aspettarti che qualcuno ti segua. Se decidono di farlo spontaneamente, benissimo. Ma non cercare di convincerli.
4) Trova il tuo stile personale di vita spericolata: non imitare gli altri.
5) Non farlo per più di 28 giorni o perderai tutti i vantaggi.
Caro il mio Brezsny,
1) .. in effetti, mi va. È tempo di spericolo!
2) .. prometto che sarò brava e non mi lamenterò!
3) .. avevo giusto in mente di andare a fare qualche giorno di spericolatezze in un qualche dove.. chi mi segue?
4) .. vedrò di inventarmi qualcosa di (s)pericolosamente originale!
5) .. eh.. ma allora lo sai pure tu cosa succede tra poco più di 28 giorni.. ah!
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mercoledì, 03 giugno 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
..compiliamo una lista.
--- 1993 ---
Maggio, gita scolastica, 3 giorni. Uah! That’s amore!
--- 1998 ---
5-8 Dicembre, gara di orienteering nel centro storico. Uah! That’s DAVVERO amore!
--- 1999 ---
30 Ottobre - 1° Novembre, turistando con un’amica
--- 2000 ---
Agosto, GMG
--- 2002 ---
Maggio, un intero mese, per lavoro. Potrebbe davvero essere la mia città adottiva.
--- 2003 ---
.. poi una lunga serie di toccate e fughe lavorative..
16 Aprile
5-6 Agosto
6 Novembre
27 Novembre
29-30 Dicembre
--- 2004 ---
19-20 Gennaio
8-10 Marzo
22-24 Marzo
.. poi sono finiti i soldi, niente più trasferte di lavoro.
31 Luglio, concerto Simon & Garfunkel
--- 2005 ---
23-24 Aprile, concerto MCR
4 Luglio, inutile convention
23-24 Luglio, a respirare olotropicamente.. e a farmi scombussolare un po’ tutti gli equilibri già di per sé precari
16-21 Ottobre, corso di formazione. Ho raccontato una cosa che “è meglio se ce la teniamo per noi” ad un’amica comune.. ‘fanculo il rispetto dei patti!
--- 2006 ---
16-18 Giugno, partita dell’Italia, gita ai Castelli in moto.. ah!
--- 2007 ---
6 Gennaio, in gita da Viterbo, per un ultimo incontro.
22-24 Giugno, l’ho già raccontato qui.
--- 2008 ---
7-9 Novembre, a salseggiare
5-8 Dicembre, l’ho già raccontato qui.
--- 2009 ---
30 Maggio - 2 Giugno, a scrocco da sorema. Ostia, Garbatella, Casetta Rossa..
(continua..)
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venerdì, 29 maggio 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi
(non fumare e) non stare vicino a qualcuno che fuma se c'è vento e indossi un indumento 100% fibras quimica.
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mercoledì, 25 marzo 2009
lasciato fluire da franpiedifreddi

Ultimamente faccio fatica ad addormentarmi. Vado a dormire tardi, come al solito, sono sfinita, come al solito, ma la testa continua a filare pensieri, scanditi dal ticchettio asincrono della sveglia e dell’orologio. Questo accade da domenica scorsa, quando, al posto della solita tisana, ho dovuto ingoiare un altro bel rospo a forma di foglio notizie che mi ha fatto prima intristire, poi deprimere e infine incazzare.
Anche ieri notte, me ne stavo al calduccio sotto il piumone e i pensieri si arrotolavano come zucchero filato attorno al bastoncino. Pensavo a come e dove vorrei fare il viaggio di quest’anno; pensavo alle persone con cui passo il mio tempo libero; pensavo a cosa fare per digerire il rospo; pensavo che questa dannata influenza non vuole proprio passare; pensavo ad un insignificante dialogo in cui qualcuno mi si rivolgeva con un vocativo a dir poco raccapricciante.
E ora mi sfogo.
Una delle cose per cui sono profondamente grata ai miei genitori e alla moda di fine anni ’70 è il nome che porto. Francesca. È un gran bel nome. Mi piace. Mi si attaglia. Mi conviene. Mi si confà.
Dice che significa donna libera. In letteratura e in musica non sono molte le “donne libere” omaggiate.. l’amante e adultera dal Divin Poeta; quella che forse manco era lei; quella che, un po’ come me, capisce che qui non va; quella che si diverte alle spalle di Anna; quella stanca di ballare; e poche altre.
Ma sto divagando. Dicevo. Francesca. È un bel nome. Eppure c’è una cosa che mi fa venire l’orticaria: i vezzeggiativi, gli ipocoristici, i diminutivi non autorizzati. Detesto chi si permette di chiamarmi con qualsiasi appellativo diverso dal mio nome completo e, in particolare, tre categorie di persone: 1. gli individui di sesso maschile; 2. chi è più giovane di me; 3. le ragazze, le ragazzine e le donne, soprattutto quelle sempre allegre, gioiose, che giocano a fare le amichette del cuore. Io.Non.Ho.Amiche.
È più forte di me. È come quel San Valentino di tanti anni fa, quando il mio di allora zito ebbe la dolcissima idea di regalarmi un album di foto autoprodotto, con dentro immagini fotomontate di noi due da bimbi. Bellissimo. Per carità. Ma c’è stata un’invasione di campo non permessa. Erano le mie foto di bimba.. lui che c’entrava?
C’è uno spazio del popolo, peraltro molto vasto, e ci entra chiunque, in piena libertà. C’è uno spazio che è solo mio. E non ci entra nessuno. C’è uno spazio che condivido con chi e quando decido io. E in questo spazio ci sono, tra le altre cose, le mie foto e i miei soprannomi.
Eh, lo so. Ora mi direte che sono acida, lamentosa, malevola e astiosa. Chissenefrega.
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